L' esposizione ad aria fredda o ghiacciata o la permanenza nella neve, possono determinare il raffreddamento dei tessuti con formazione negli stessi di cristalli di ghiaccio: le parti colpite più frequentemente sono le orecchie, la coda, i genitali esterni e le estremità degli arti. Queste si presentano all' inizio pallide e fredde, quindi possono diventare scure ed insensibili per la necrosi fino a distaccarsi. L' animale colpito presenta una temperatura corporea più bassa del normale, uno stato di quasi incoscienza, respira lentamente con un battito cardiaco rallentato.
Esistono tre gradi di congelamento:
1. Pimo grado: il danno è limitato all' epitelio e guarisce spontaneamente.
2. Secondo grado: il danno è localizzato sia all' epidermide che allo strato superficiale del derma. C'è dell' essudato sieroso, bolle e flittene: le lesioni appaiono solo 24 ore dopo al danno..
3. Terzo grado: si ha la distruzione dell' intera superficie della cute. Innanzitutto bisogna portare l' animale in un ambiente riscaldato, applicare quindi sulle parti congelate panni o garze inumidite in acqua calda (non bollente). Per rialzare la temperatura corporea (se si tratta di ipotermia lieve) bisogna adagiare ed avvolgere l' animale con una coperta. Nei casi più gravi, utilizzare borsa o bottiglie di acqua calda (mai bollente) rivestite con un panno da appoggiare al corpo dell' animale. Le parti congelate e trattate con panno umido devono essere poi asciugate delicatamente e protette in attesa della visita dal veterinario.



